Autore: matteo
Data: 17-09-02 12:18
Le dichiarazioni di guerra le consegnano gli ambasciatori "in chiaro", semmai si criptano gli ordini militari.
Mi risulta che gli ambasciatori giapponesi consegnarono personalmente una "dichiarazione di guerra [*]" a Washington lo stesso giorno verso le 12:00/13:00, quando l'attacco era cominciato prima delle 08:00 e Pearl Harbour veniva già bombardata da diverse ore.
"Magic", o comunque quella classe di algoritmi di decodifica allora in uso all'Intelligence USA, sembra fosse molto efficace con il cifrario diplomatico Giapponese, ma non altrettanto con il traffico di ordini militari della flotta Giapponese nel pacifico. Che io sappia invece, "Magic" ovviò a questo problema, e risultò grandemente efficace, a partire dalla battaglia di Midway (l'esito della battaglia in parte lo conferma).
Mi risulta furono rotte molte stringhe criptate con il cifrario diplomatico Giapponese, dove si dicevano pressapoco cose del tipo "continuare i negoziati con gli Americani ad oltranza, per non farli insospettire", quindi sicuramente in USA c'era l'idea dell'attacco imminente (sembra che i militari fossero convinti che la loro flotta sarebbe stata aggredita prima nelle Filippine o a Guam), ma i dettagli del piano d'attacco non passavano attraverso le ambasciate Giapponesi e il loro cifrario segreto (sarebbe stato un "suicidio" per i Giapponesi).
Dunque, se mi dici che gli Americani sapevano che:
a) sarebbero stati attaccati il giorno X
b) all'ora Y
c) esattamente a Pearl Harbour
e non fecero nulla per opporvisi, magari per apparire "vittime", ed entrare più clamorosamente del solito in guerra (conosci questa "teoria"?), allora non riesco a seguire molto il discorso.
Io credo che gli USA, anche senza Pearl Harbour, di lì a poco sarebbero entrati comunque in guerra: L'opinione pubblica, prima largamente isolazionista, mi risulta stesse cominciando a preoccuparsi di dovere affrontare - gli USA da soli - un intero mondo che stava avviandosi a diventare "nazista", con solo l'Inghilterra che resisteva (Giappone in Asia e Pacifico e Germania/Italia in Europa + Africa). Penso che il clima fosse quello di "muoversi prima che fosse troppo tardi".
Mi risulta difficile comprendere come uno si faccia affondare o invalidare apposta mezza flotta del pacifico a Pearl Harbour, per apparire "vittima", sapendo che di lì a poco sarebbe cominciata una guerra per di più quasi totalmente ad operazioni areo-navali.
Non ci ho fatto una tesina sopra, non mi sento sicuro quanto Angèle dei fatti. Mi faccio un'opinione, ma non posso verificare direttamente le "fonti" (chi può?), mi devo "fidare"e la cosa mi fa star male non poco.
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[*] Mi risulta che il documento fosse in realtà una lettera formale di rottura dei negoziati, dove si riportava che le clausole di smobilitazione dall'Asia già invasa, richieste dagli Americani, erano troppo vessatorie per il Giappone. Quindi non una dichiarazione di guerra esplicita, anche se, visto il clima dei giorni, poteva essere interpretata come tale.
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