Autore: avalongirl
Data: 12-07-02 12:41
[QUINTA PARTE]
Una volta messo piede all'interno del portale creato dalla bella e misteriosa Esperide, tutti furono risucchiati da un turbine di luci multicolori, dal giallo al verde, dal blu al lilla, dal rosso al marrone. Alcune sfere di abbagliante luce ruotavano e saettavano qua e là in quell'incredibile e luccicante limbo, e di tanto in tanto qualche sferetta luminosa piroettava attorno ai nuovi ospiti e li sfiorava, quasi fosse curiosa di ispezionarli per capire chi fossero e che intenzioni avessero. In quel vortice di luci nessuno di loro poté fare a meno di rimanere a bocca aperta, di provare, chissà perché, un pungente senso di nostalgia e un accogliente e piacevole senso di tepore che pareva cullarli e trasportarli delicatamente a destinazione. Non sapevano cosa li avrebbe attesi, non sapevano incontro a quale destino stessero andando, ma...sentivano dentro di sé qualcosa che li spingeva a fidarsi del loro amico e di Esperide, nonostante tutto ciò che era accaduto in quell'ultima mezz'ora era talmente incredibile e surreale da sembrare soltanto un sogno...eppure non lo era....e poi avevano la netta impressione di tornare....come dire....a casa.
All'improvviso la luce svanì di botto, tutto venne avvolto da un'oscurità impenetrabile, e un pesante sonno li colse tutti, un sonno incantato e imprevisto.
Josephine aprì gli occhi, e sbattendo ripetutamente le palpebre tentò di riprendersi e di far mente locale. Ciò che ricordava era che quel giorno era andata in campeggio in alta montagna con i suoi amici, aveva fatto una bella passeggiata durante il pomeriggio, e poi Victor, il capogruppo nonché organizzatore di quella gita, li aveva invitati ad un falò notturno. E poi, e poi......e poi......probabilmente si doveva essere addormentata a causa della stanchezza, visto che si rammentava cose troppo assurde per poter essere vere....cose tipo la magia, i folletti, fate bellissime dai capelli argentati.....un vortice magico..............U-u-u-un momento.........ma dov'era finita?!! Si guardò intorno e con sorpresa scoprì di non trovarsi più in mezzo al bosco...bensì in una specie di prateria! Il cielo era di un colore tristemente grigio, tirava un venticello fastidiosamente freddino, e una cappa di fitta nebbia avvolgeva tutto quanto, tutto ciò che si trovasse oltre un raggio di 3 metri. Era ancora sdraiata a terra, ma quando tentò di rialzarsi......
-Josephine-:"Ah!!! Hey, vacci piano!!! Ma che.....ah, sei tu Ciccio!!!! Hey, spostati, non vedi che ti sei comodamente sdraiato sopra le mie gambe? Cosa fai? Spicciati ad alzarti!......Uh...uhm....ma quanto ci metti? Cos'è, vuoi forse un cuscino per stare un po' più comodo?!?" disse la vivace ragazza, aspettando che l'amico, ma soprattutto la sua mole, si alzasse dalle sue povere gambe intorpidite. E quando lui si alzò e l'aiutò a mettersi in piedi, sbuffando e dandole un piccolo colpetto sulla schiena, Lenticchia si lasciò sfuggire un'esclamazione di sorpresa: "Ah! Aspetta un attimo!!! No....non ci posso credere.....Oddio, non era un sogno! Questa è la realtà !!!"
-L'amico-:"Hey, Lenticchia, calmati....sì..è la realtà ! Pare impossibile ma è proprio così! Tutto ciò che abbiamo visto e sentito era vero! E adesso dovremmo essere a...Esperide come ha detto che si chiama? Bryonia? Sì, mi pare si chiamasse così..che posto strano però! Non si vede un accidenti!"
-Josephine-:"Io non so dove siamo finiti, so soltanto che questo posto non mi piace, no no no no!! E dove sono gli altri?!? Perché non si sentono nemmeno le loro voci? Tu credi che ci siamo solo noi qui????!? Perché doveva capitare proprio a noi?!!? Uhhhhhg....."
Le loro voci ovattate erano udibili solo a breve distanza....il silenzio più totale regnava incontrastato in quel luogo misterioso e ben poco allegro. Lenticchia era davvero felice di non essersi ritrovata lì tutta sola, sperduta, abbandonata a se stessa in mezzo alla nebbia...certo, Christian non era il massimo della compagnia che si poteva desiderare, ma vista la situazione poteva accontentarsi.
-Christian-:"Dai, su, adesso vediamo di cercare gli altri...magari urlando qualcuno dei nostri ci sentirà e ci verrà incontro. E se il nostro amico ci ha detto la verità (e tu lo conosci, sai che non ci mentirebbe mai!) qui non ci dovrebbe essere alcun pericolo. Lui non ci avrebbe mai esposti senza parlarne prima con noi. E, conoscendolo, sicuramente escogiterà un modo per ritrovarci tutti, nonostante questo tempaccio schifoso!"
-Josephine-:"Hai ragione, lo penso anch'io...allora, che si fa adesso?"
-Christian-:"Beh..direi di tentare gridando, e poi se nessuno ci sente penso potremmo incamminarci per esplorare questo luogo, tanto qui o non qui non farà molta differenza con tutta questa nebbia! Mi raccomando però, piccola Lenticchietta pestifera, tienimi per mano, sei talmente piccola che già normalmente rischio di perderti di vista...figuriamoci con tutta questa nebbia!"
-Josephine-:"Grr....brutto ciccione antipatico che non sei altro, non credere che soltato perché tu sei più grande e grosso di me io............" Lenticchia si interruppe bruscamente. Una sagoma scura, non più alta di un braccio era schizzata a velocità fulminea proprio davanti ai loro occhi per poi svanire nel nulla, come se fosse stata assorbita dalla nebbia. Spaventata a morte dalla fugace apparizione, la ragazza si fece scappare un urlo "Kiaaaahhhh!!!! Guarda!!! Hai visto anche tu!!??!!???? Cos'era quello??!!???....Chris, io ho paura......" disse con voce tremante all'amico, facendoglisi più vicina.
-Christian-:"Sì, ho visto anch'io!!! Forza, non aver paura piccolina, ti proteggo io!!"
Nel frattempo Nicholas si svegliò, più confuso e disorientato che mai, avvolto da una fitta e appiccicaticcia nebbia. E non appena tentò di sollevarsi si accorse che qualcuno (o qualcosa....no no..... meglio pensare che fosse qualcuno!!!) era sdraiato sopra di lui, con la testa appoggiata sul suo petto. Abbassò lo sguardo, e ricordando improvvisamente tutto quanto, vide il bellissimo volto di Esperide. La ragazza sembrava dormire tranquillamente, e respirava seguendo il lento e regolare ritmo del sonno, che le faceva innalzare e poi riabbassare lo sterno, accompagnato da un lieve movimento delle ali argentate. Quant'era bella.....guardare quei suoi lineamenti così dolci e perfetti, quelle labbra rosee, che sembravano così morbide, gli mozzava il fiato e gli faceva provare allo stesso tempo un forte senso di nostalgia, e un'irresistibile voglia di baciarla. Ma quello non era né il momento né il luogo adatto per farlo....dove diavolo erano finiti?!?? Dannazione, era tutto così surreale!!! Fate...folletti...magia....tutte cose che da una vita gli era stato detto, ripetuto, inculcato che non esistevano, erano soltato balle inventate per far addormentare i bambini!! E invece non era così. Ricordava ancora l'orribile sensazione provata da quella...quella specie di coso, quel maledetto folletto che gli tirava i capelli e non lo mollava..eh già , sembrava tutto far parte di un sogno!! Però...però com'è che sembrava tutto così reale? Com'è che appena il suo sguardo aveva incrociato quello di Esperide d'un tratto seppe che quelle non erano fandonie, che era tutto vero, e aveva sentito dentro di sé qualcosa che lottava per riemergere a galla? Esperide....il solo pronunciare mentalmente quel nome gli faceva provare una sensazione forte...una fata, la fata di un sogno....ma se quello era un sogno, era il sogno più reale di tutta la sua vita, il sogno più bello, il sogno dal quale non avrebbe mai voluto svegliarsi! Si costrinse ad accantonare quei pensieri, non era proprio il caso di stare lì impalato. Certo, sentire il corpo di Esperide contro il proprio gli faceva provare una sensazione inebriante, però adesso dovevano alzarsi e riunirsi agli altri. Accarezzò i lunghi e morbidi capelli della fanciulla con delicatezza, quasi avesse paura di farle male o che lei svanisse nel nulla ad un suo tocco.
-Nicholas-:"Esperide.....hey....svegliati......"
-Esperide-:"Uhmmm........." la ragazza sollevò lentamente le palpebre, guardandosi attorno con i suoi splendidi occhi violacei, ed alzando la testa incontrò lo sguardo di Nicholas, sulla quale era sdraiata, e gli sorrise con dolcezza. "Ti chiedo scusa Nicholas, non volevo dormirti addosso...."
-Nicholas-:"Ehm....non fa niente dai" disse il ragazzo un pochino imbarazzato.
La fanciulla fatata fece perno sulle mani poggiate a terra per alzarsi in piedi, e una volta rimessasi in sesto aiutò Nicholas ad alzarsi a sua volta. Si fissarono negli occhi per alcuni istanti che parevano infiniti, poi però Esperide cominciò a guardarsi attorno......
-Esperide-:"Nicholas......" face una pausa, osservando attentamente la nebbia e l'ambiente circostante, poi riprese "Nicholas.....devo dirti una cosa......"
-Nicholas-:"Sì Esperide, dimmela....." disse il ragazzo, che terribilmente attratto da lei si aspettava di sentirsi dira qualcosa in più sulla relazione che li aveva/li ha legati.
La ragazza però, dopo aver mormorato qualche parola incomprensibile, mutò completamente espressione, e continuando a guardarsi a destra e poi a sinistra, a sinistra e poi a destra e dietro di sé, pareva perplessa. E alla perplesità in pochissimi istanti si sostituì il terrore.
-Esperide-:"Questa nebbia......questo luogo............Nicholas........" disse con voce tremante e appena udibile dal ragazzo, che la guardava attonito, sospettando che avesse qualcosa di brutto da dirgli.
-Nicholas-:"Esperide, dimmi, che c'è!???! E' forse successo qualcosa di brutto?!!???!!"
La fanciulla non fece però in tempo ad aprire bocca che si udì un lontano e soffocato "Heyyyyy!!!" che si spense nell'aria dopo poco. I due si guardarono in faccia, non sapendo cosa aspettarsi. Si protesero verso la nebbia, in assoluto silenzio, in attesa di udire ancora quel richiamo. Dopo una trentina di secondi si udì di nuovo un lontano "Heyy!!! Qualcuno mi sente!!?!" provenire dalla loro destra.
-Nicholas-:"Sì, ti sentiamo!!" gridò il ragazzo "Siamo quaa!!!!!". Esperide, con volto costantemente preoccupato ed impaurito, rimase zitta, continuando a rimuginare chissà cosa tra sé e sé.
"Meno maleee!!!" disse la voce presumibilmente femminile, che a mano a mano che passava il tempo diveniva sempre più forte e vicina "Finalmente qualcuno!! Pensavo di essere rimasta sola!" Nicholas e la stranamente silenziosa Esperide videro una sagoma scura, alta come loro, avvicinarsi, finché i contorni confusi del suo corpo divennero sempre più nitidi, e dalla nebbia sbucò fuori Yvonne.
Yvonne guardò con sincero sollievo il ragazzo e poi Esperide, soffermandosi con lo sguardo soprattutto sulla ragazza fatata "Finalmente!! Mi sono spaventata a morte! Ero tutta sola, ho cercato qualcuno non appena mi sono svegliata, diversi minuti fa.....Nicholas...sorella mia, non vi immaginate neanche quanto io sia felice di vedervi!! Un momento...." disse osservando con maggior attenzione il volto cupo della sorella "Esperide, te lo leggo in faccia...c'è qualcosa che non va! Dimmi, che cos'è successo?" domandò con tristezza, le dispiaceva vedere colei a cui era legata nell'animo e nel sangue, e che tanto aveva sognato e desiderato inconsciametne di rincontrare, con quel volto spaventato e preoccupato! Dopo qualche attimo Esperide decise di parlare, contenta di aver riavere con sé l'amata e dolce sorellina, che come sempre si preoccupava per lei.
-Esperide-:"Ragazzi....ho una brutta notizia da darvi..................Questa.......questa NON è Bryonia!!!!!" e così dicendo lasciò di sasso sia Yvonne che Nicholas. Un pungente brivido li percorse...il tono con cui la fata lo aveva detto lasciava intendere che non erano finiti in un bel posto.
Intanto, in una caverna puzzolente e buia come la notte........
"Harharharharharhharharharharrrr!!! Poverrrrrrri piccoli sciocchi!!! E' stato più facile che rrrrrrrrrrrubarrrrrrrrrrre una carrrrrrrrrrrramella ad un bambino!!!! Harharharharhar!!!" disse una vocetta fastidiosamente rauca e gutturale. E chi pronunciò quella frase non era molto meglio della sua voce.....tozzo, brutto, peloso, sporco.......aveva la pelle che sembrava la corteccia di un albero, i capelli neri come pece erano a punta e arruffati, vestiva come un selvaggio, aveva i denti quasi tutti marciti....e due piccoli occhietti rossi come il sangue brillavano vivaci ed intelligenti, ma soprattutto malefici, sopra un nasone rosso e pustoloso. Il suo nome era Gorg, ed era una delle massime autorità nella sua tribù: quella dei Troll di Malbartia.
-Gorg-:"Harharharhar!! Sono caduti così facilmente nella mia trrrrrrrappola! Interrrrrrromperrrrrrrrrrre il trrrrrrrrasferrrrrrrrimento a Brrrrrrrryonia modificando la magia usata perrrrrrrrrr aprrrrrrrrirrrrrrrrre il porrrrrrrrrrtale di quella piccola stupida fatina è stato un gioco da rrrrrrrrrrrrragazzi! Harharharharharharhar!!! Adesso voglio prrrrrrrrroprrrrrrrrio vederrrrrrrre come farrrrrrrrranno i tuoi amici ad aiutarrrrrrrrrrrti, mago da strapazzo!!" e così dicendo volse un ghigno grottesco a Victor, che legato mani e piedi e imbavagliato, non poteva far altro che osservare con odio quella puzzolente ed orripilante creatura...ma non avrebbe permesso a quel sudicio essere di fare del male ai suoi amici, ai suoi compagni, che ancora non avevano scoperto la loro vera identità ...no, non glielo avrebbe permesso!!
-Gorg-:"Harharharharharharhar!! Perrrrrrrrrrrrrrrché mi guarrrrrrrrrrrrrrrdi così? Oh, poverrrrrrrrrrro il nostrrrrrrrrrro Victorrrrrrrrrrrrr...anzi no...forrrrrrrrrrrrrrse dovrrrrrrrrrrrrrrrrrei chiamarrrrrrrrrrrrrrrrti col tuo verrrrrrrrrrrrrrrrro nome, Mago Ilgarrrrrrrrrrrrrr....I tuoi compagni sono stati trrrrrrrrrrrrasporrrrrrrrrrrrtati nel luogo sbagliato e tu non puoi farrrrrrrrrrci niente, verrrrrrrrrrro? Oh, come mi dispiace...Harharhahrharharharhahrharh!!!!! Vuoi che......ti diamo una mano? Forrrrrrrrrrse potrrrrrrremmo rrrrrrrrrrrrridarrrrrrrrrti la cosa più prrrrrrrrrrreziosa che potrrrrrrrrrrrrrrebbe aiutarrrrrrrrvi tutti quanti..." disse con tono sbeffeggiante. Si voltò e fece qualche fetido passo nella buia caverna, illuminata appena dalla luce emanata dal focolare sopra il quale bolliva un calderone, e dal fuoco di alcune torce appese alle umide pareti. Sopra il calderone galleggiava sospesa in aria una sfera di fumo grigio, che il malvagio Troll utilizzava per vedere tutto ciò che lui desiderasse. Una delle tante magie che sfruttava per raggiungere i suoi scopi. Giunto davanti ad un tavolo, afferrò qualcosa di piuttosto pesante, e voltandosi camminò verso Ilgar.
-Gorg-:"Potrrrrrrrrrrei darrrrrrrrrrrrrti questo!" disse sollevando il braccio che teneva il Libro Incantato, e mostrò il grosso volume al mago. "No, perrrrrrrrché fai quella faccia? Poverrrrrrrrrrrrrro, mi fai quasi pena......sei forrrrrrse arrrrrrrrrrabbiato con me perrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrché ho soltanto *prrrrrrrrrrrrrrrrrrrreso in prrrrrrrrrrrrrrrrrrrestito* il librrrrrrrrrrrrrrro che contiene la verrrrrrrrrrrrrrrrrità e il modo di farrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr rrrrrrrrrrrrrrrrrriacquistarrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrre la memorrrrrrrrrrrrrrrrrrrria ai tuoi amici? Il librrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrro che contiene tutte le magie più potenti che conosci? Il librrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrro che vi perrrrrrrrrrrrrrrrrrrmetterrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrebbe di salvarrrrrrrrrrrrrrrrrrrrre sia la Terrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrra che Brrrrrrrrrrrrrrrrrrryonia, riporrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrtando i 5 pomi al lorrrrrrrrrrrrrrrrro posto? Oh, qualcosa mi dice che non lo te lo rrrrrrrrrrrrestituirrrrrrrrrrrrò......già ....non te lo rrrrrrrrrrrrestituirrrrrrrrrrrrrrrrrrò MAI!!!! Harharharharharharharharharharharharharharharharharharh!!"
[FINE QUINTA PARTE]
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