Autore: walter
Data: 23-09-03 18:32
Dio, per quanto mi riguarda, è il senso delle cose, la verità non soggetta a circostanza, eternamente esistente e mai pienamente afferrabile.
Soltanto intuibile, è dono immenso alla nostra piccolezza, al nostro oscillare costante tra le estremità del Tutto e del Nulla, che intravediamo appena. E quel poco è già meraviglia o tragedia.
Senza Dio il nostro comune tendere all’infinito non avrebbe senso... Mi ha colpito molto una frase di un frate che ho recentemente letto: rivolto al non credente, egli dice "tu che non credi, devi parlarne (di Dio) anche più di me, che cerco di credere…."
Da notare anche quel "..cerco di credere…", pronunciato da un monaco. Niente di più vero.
Chiunque creda in uno scopo ultimo dell’esistenza legato ad una dimensione ultra terrena, credo possa chiamare questo scopo "Dio", e che corrisponda o meno col dio biblico, col corano o col Nirvana buddista è altro discorso. In realtà , perfino affermare questo è semplicistico, poichè la stessa bibbia presenta diversi piani di lettura, quindi pretendere di sapere in assoluto cosa è la bibbia è di per sé azzardato.
Come Artemisia, non ho potuto che rintracciare un disegno divino in certi avvenimenti che mi hanno riguardato. Dio ha voluto che certe cose mi accadessero soltanto nel momento in cui avrei saputo accoglierle, in altre "condizioni" avrei buttato tutto alle ortiche. L’inizio di una nuova consapevolezza ha poi per me coinciso con l’intuizione di un legame che unisce tutta la razza umana, quindi anche tra me e gli altri uomini, uno spiraglio di luce nell’idea fissa adolescenziale di essere soli, unici e incompresi, ognuno eroe solitario nella propria battaglia senza speranza. Credo quindi che gli uomini tutti figli dello stesso Motivo, tutti padri dello stesso destino. Fratelli dell’ombra, figli della luce.
In questa sete di conoscenza, di incontro col divino, in me fede e ragione si sostengono a vicenda, ognuna conscia della propria non esaustività , a darsi man forte per fare un ulteriore passo verso l’Assoluto, passo anch’esso non esaustivo, poiché l’Infinito se è tale può essere conosciuto man mano, ma mai nella totalità .
Ogni passo ulteriore è un dono che costantemente bussa alla porta, ma per entrare.. deve trovare spazio. Se tu – l’idea che hai di te – occupi tutto lo spazio, Dio non ne avrà e non potrà entrare. Se tutto è certo, fissato, stabilito, non ci sarà posto per la meraviglia del trascendente, e resterà al di fuori della porta. Se il tuo orgoglio non tace mai, non ci sarà mai il silenzio necessario all’ascolto e all’apprendimento. Se il tuo orgoglio ti ordina di proporti come sapiente che ha risposte a tutto, allora non ci sarà spazio per imparare, perché tu non lo vuoi, perchè la tua visione "comoda" ti dice che non ne hai bisogno, che tu Sai…Ogni uomo è ignorante, per quanto sappia non può dire di Sapere, c’è un cammino infinito davanti a Noi.
Immagina tutte le cose che ti toccano, che ti commuovono. Immagina tutte le bellezze delle persone che ami, tutte le cose che puoi imparare da loro, la meraviglia del cielo nella tempesta o nel tramonto, i sorrisi i baci l'ironia delle persone, il genio, l'onestà , tutto. Dio è tutto questo, è tutto in lui, ed inoltre tutto ciò che non puoi ancora immaginare.
Mi è piaciuto tantissmo leggere i vostri interventi, e grazie in particolare a ghianda che ha saputo definire pensieri che sono anche miei
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