Autore: demon_grian
Data: 21-11-04 20:44
Fuor nella selva oscura,viveva un mostro assassino,
campava di saccheggi,gonfio del suo festino,
tra le fronde,cacciava egli il meschino,
il forte divorava,il povero e il piccino.
Niuno ormai più c’era che la selva sfidava,
né spadaccino ne eroe più vi entrava,
eccetto di Bretonnia il prode cavaliere,
cacciare lo demonio per la sua spada era un dovere.
E Tommasino giramondo , che a sua madre non prestò orecchio
Egli era assai stolto ,pur non essendo ancor troppo vecchio.
Una scopa era il suo pony ,di legno la spada in mano,
nella selva il bambin sgattaiolò,dietro al nobile bretoniano.
Lo scemo del villaggio gracchiò contro il fanciullo
“bada a te ,piccin , quel mostro non è un trastulloâ€.
Ma era scemo ,cosi fu che Tommasino non lo ascoltò
Ed in arcione al suo destrier verso occidente trottò.
Giunto alla grande quercia,esitò il bimbo con puntiglio,
ma verso est lui non tornò e corse ancora un miglio,
nere le foglie,vermiglie le fronde che si mise a tagliare,
allegro il fanciullo prese la scarsella e decise di desinare.
Il taglialegna lo incontrò e tre volte l’orecchio gli colpì
“saranno guai per te,bambin, se il tramonto ti troverà quiâ€
con l’ascia poi lo minacciò: “a casa devi ritornareâ€
ma il capriccioso Tommasino si alzò e riprese a gironzolare.
In arcione al suo baston , Tommasino saltò di fosso in fosso,
mentre la pallida luna in ciel ,sposava il sole rosso.
Rami ,radici e cespugli attraversò col suo destriero
Finche’ alfine egli spirò la tana del mostro nero.
Occhi di bragia , ebbra di sangue,la bestia lo aspettava,
ma Tommasino non tremò,a casa non pensava .
vide morto il cavaliere e la sua spada di legno alzò,
ma la bestia ,tuttavia ,con sprezzo lo guardò.
“che cosa ti porta qui, cucciolo da poco partorito?
Forse che tua madre ,di me non ti ha avvertito?â€
â€io non ti temo!†,Tommasino gridò
Spronò il destrier e la bestia ringhiò.
“ti mangerò le carni,le ossa schianterò,
di tutto il tuo villaggio,le case brucerò.
Se lasciassi che un cucciolo sfidasse la mia rabbia,
mi caccerei solo dentro una gabbia.
“Per voi derelitti la sorte qual è?
Avere sempre paura di meâ€
Ormai niente del povero Tommasino più ci resta,
ma voi ricordatelo e non entrate nella foresta.
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