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 favola
Autore: Camilla 
Data:   18-11-04 18:56

Approntata per uno dei miei cuginetti...
C’è, in un posto talmente lontano che solo coloro che amano i viaggi e le avventure possono trovarlo, una casetta immersa nel verde. Proprio così, una casetta. Non un castello, né una grande villa, ma solo una casetta. Il tetto è di mattoni rossi e i muri sono bianchi, e tutto intorno si estende un grande prato. E’ costruita su due piani, e una pianta di glicine si arrampica lungo la ringhiera di ferro battuto delle scale esterne fino ad arrivare al balcone, dove però le viene sottratto un po’ di posto dai vasi colmi di fiori. In questo luogo, quando il sole carezza la terra in modo delicato ma fermo, come accade nella primavera inoltrata, il prato si ricopre di mille fiori dai colori vivaci tra cui danzano farfalle variopinte e api dorate, da cui si può ricavare un miele profumatissimo, e i gattini che abitano nella casetta amano tentare di acchiapparle. Un piccolo ruscello forma un laghetto in cui nuota una carpa vecchissima, che ogni tanto fa un salto e poi scompare oltre la superficie dell’acqua. Proprio davanti alla casetta c’è un pozzo di pietra con la sua carrucola e il suo secchio, anch’esso di ferro battuto, su cui cresce un gelsomino, e là vicino un abbeveratoio per gli animali. Costruiti accanto ci sono una stalla, dove riposano bellissimi cavalli candidi dai fini ornamenti, e un fienile. In una zona recintata stanno poi le caprette e le pecore, sorvegliate da un bonario cagnone tutto bianco chiamato Solone e dagli occhi dolci di Tea, la mucca, la creatura più mite del mondo. Sul retro ci sono invece un orto e un frutteto, che puntualmente ogni anno premiano le cure che gli sono rivolte con bellissimi frutti dorati e meravigliosi ortaggi. E chi abita qui? C’è una ragazza che cura gli animali e le piante, che ogni giorno prende l’acqua al pozzo e pulisce la casa, e soprattutto accoglie i visitatori che, come vi ho detto, vanno in cerca di avventure. E’ lei che si preoccupa che i cavalli siano ben addestrati e allenati, che munge le caprette e le pecore e soprattutto Tea, lei che si preoccupa che tutti, anche quei birichini dei gatti e la vecchia carpa, abbiano sempre da mangiare e siano in buona salute. Durante l’inverno, che però in questo luogo dura solo quello che noi chiamiamo un mese, copre bene anche le piante per evitare che la neve (che dovendosi concentrare in questo breve tempo cade fitta) le bruci, e che poi quando torna la primavera ripara i danni e raddrizza gli steli. Il suo nome è Nimue. E’ una ragazza molto bella, con lineamenti delicati e capelli color rame che le ricadono giù per la schiena, un po’ ondulati come il vento che accarezza le colline. Sorride quasi sempre, disegnando delle fossette nelle sue guance lisce, e i suoi occhi verdi sono sempre animati da un sorriso, come una piccola stellina nell’angolo di ciascuno. Si muove con delicatezza, quasi come se danzasse, e dona affetto a chi gliene chiede. Ama moltissimo sedere sotto i rami di un salice leggendo un buon libro o, meglio ancora, suonando una piccola arpa e cantando. Lei è stata scelta per un compito molto speciale. Alla sera, quando tutti bambini si addormentano, e la luna e le stelle vegliano sul loro sonno, Nimue esce dalla sua casetta e si reca nella sua serra dietro la casa. E’ qui che coltiva i fiori dei sogni: sono molto simili al cotone, solo che i candidi batuffoli che producono emanano una luce opalescente, e sono morbidi e leggeri come le prime piume degli uccellini. Ognuno di loro contiene un sogno diverso: viaggi in terre di fiaba tra elfi e folletti, o su isole lontane in compagnia dei pirati, o mille avventure in luoghi lontani insieme ai personaggi più disparati. Allora lei li raccoglie e li mette in un cestino, che copre ben bene perché qualcuno non scappi fuori, e poi indossa le sue scarpette speciali: fatte dalle fate, che hanno intessuto i raggi del sole e della luna, e la rendono capace di volare. E così, ogni notte, Nimue se ne va in giro per il cielo, e si affaccia alle finestre per vedere se i bambini dormono già. E se li vede con la testa poggiata sul cuscino e gli occhi ben chiusi, toglie un sogno dal suo cestino e lo posa lì accanto: il sogno si nasconde nel guanciale, e piano piano il bambino, o la bambina, vivono le straordinarie storie che il sogno contiene. A volte, però, capita che qualche incubo dispettoso aspetti che lei se ne vada per infilarsi nel cuscino e scacciare in malo modo il sogno, e allora il povero bambino che ne è vittima passa una notte un po’ agitata. Ma niente paura: al mattino, basta un raggio di sole e la voce della mamma o del babbo, e l’incubo fugge via lontano; e la notte dopo, un sogno tornerà pacifico nel cuscino.




:ang)


 Re: favola
Autore: Akemy 
Data:   19-11-04 12:08

:bryo2)


 Re: favola
Autore: gweniver 
Data:   23-11-04 20:20

:bryo10)


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