Autore: Amaranta
Data: 30-10-04 18:19
E’ successo parecchio tempo fa, non saprei dire quando, esattamente.
Iniziavo a sentire il peso del viaggio durato tutta la notte; una notte passata a parlare e in parte a confrontare i vari progetti di itinerari con gli altri ragazzi, ed ecco: quel parco che sembrava fatto apposta per una piccola sosta prima di raggiungere l’ostello…piccola …sì., ero sicura che mi sarei addormentata al sole come al solito.
Avevo appena iniziato a rovistare nello zaino perché, chiaramente, c’era qualcosa che non trovavo -tutto nella norma- quando due persone, un ragazzo ed una ragazza, arrivarono nella mia direzione, fermandosi sotto un albero non lontano da me.
Francamente…con tutto lo spazio che c’era…e poi …neanche ci fossero queste temperature equatoriali…proprio all’ombra di un albero..vabbè.
Ben intenzionata a farmi la mia dormitina, mi capitò invece di sentire una conversazione che avrei ricordato, senza un particolare motivo, per molti anni.
Lei era felice, non saprei dire se innamorata, non credo…certe cose le vedi negli occhi delle persone. Comunque si volevano bene sicuramente. Ad un certo punto il ragazzo iniziò a parlare:
“Domani parto.”. L’espressione sul viso di lei cambiò.
“Lo sapevi”
”Si, ma è troppo presto...tu…”
“Puoi continuare il viaggio da sola, volevi andare almeno fino alla costa a nord. Domani è l’occasione giusta”, replicò lui
“Non ho più voglia di andare”. In realtà , a giudicare dall’espressione degli occhi, che si erano spenti totalmente, la ragazza sembrava non aver più voglia di fare nulla. Di colpo.
”Torni negli States?”
“No. Ho un altro viaggio in programma.”
“Allora…non capisco..abbiamo traversato l’Europa insieme e adesso… perché? E’ a causa mia?” il ragazzo, la guardò e disse “No. Cosa c’entri tu?” la ragazza non voleva capire, evidentemente…a me sembrava tutto chiaro, mentre fingevo di essermi persa nella consultazione di una schematica mappa di Edimburgo -come se non conoscessi la città a memoria - (di solito non sto ad origliare, ma questo era un caso particolare…ehehehe!!!).
Ora la ragazza teneva gli occhi chiusi ma aveva iniziato a piangere silenziosamente cercando di trattenersi, col volto rivolto al sole mentre stava seduta abbracciandosi le ginocchia. Sembrava una bimba che guarda il palloncino che aveva desiderato tanto allontanarsi nel cielo, divenire un puntino e dirigersi chissà dove…- la bimba spera che arrivi da qualche parte dove un altro bambino lo potrà prendere per giocare-.
“Non posso portarti con me. Non credo ci sia altro da dire”. Però...che tipino…io a questo punto probabilmente gli avrei rovesciato addosso non so cosa, ma la ragazza sembrava essersi svuotata di colpo “Com’è lei?”
“Perché devi stare male senza motivo?”
“Com’è lei? E’ come te? E’ bella, bionda, alta …come te? Io voglio sentirtelo dire.”
“Va bene…lei…è bella…è così bella che per molto tempo mi ha fatto paura”.
“Adesso no?”
“No. Adesso no. Lo sai che c’è un tempo per ogni cosa.”
La ragazza nascose il viso tra le ginocchia ed il ragazzo sembrò cercare le parole per farla calmare senza trovarle. E poi…lei avrebbe già sofferto tanto per altre cose…ma questo lui non poteva ancora dirlo. Non era giusto.
“Non cercarmi in nessuno. Qualsiasi mano sfiorerai, non cercarmi…nessun incontro merita di essere svilito e contaminato col ricordo di un altro.”
“E…un’altra cosa..vuoi? Continua a credere. Come hai fatto fin’ora. Tanta gente non ha la tua capacità . Credi all’impossibile, fino a far sì che gli altri che non vedono ti considerino matta, se il caso, ma non arrenderti. Promettilo a te stessa.”.
La ragazza si asciugò le lacrime e come se niente fosse i due si alzarono e ripresero il loro cammino.
Chissà quali sentieri ha percorso quella ragazza. Sono passati i mesi e gli anni, sembra secoli…come ho detto…non ricordo.
Mi piace pensare che nel frattempo lei abbia cercato di odiarlo, di credere veramente che una ragazza in qualche parte del mondo aspettasse il suo amico, ma so che non è riuscita a farlo e che quell’appuntamento è lo stesso che tutti noi abbiamo, con l’ultimo Nemico, quello che non puoi sconfiggere, ma che può divenire Consigliere quando sai che non ti può più prendere nulla se non l’ultima cosa; e per quella dovrà lottare. Al di fuori del suo tocco nulla ha importanza, questo finché ci dice: “Non ti ho ancora toccato”.
Vorrei completare la storia scrivendo con certezza che la ragazza ha percorso con tutto il suo cuore ogni sentiero e non ha mai rinnegato nulla, che ha tenuto fede alle promesse fatte. Ha amato tanto, anche se forse più in senso lato che non nell’accezione che ci piace tanto usare ed abusare…ed ha creduto nell’impossibile e questo si è costantemente avverato nella sua esistenza.
E non ha mai ricordato quel sussulto sbagliato del suo cuore senza un sorriso ed un pensiero di gratitudine.
Vorrei poterlo dire, perché nonostante anche lei abbia vissuto incontri ed abbandoni come tutti noi, fatiche, gioie, dolori, piccoli/grandi voli…- anche se forse in una dimensione a metà strada tra due e più mondi - questo sarebbe una specie di lieto fine.
E, si sa, un lieto fine piace a tutti.
Amaranta
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