Autore: Disperso
Data: 09-09-04 22:37
Forse, in fondo, non otterremo mai ciò che vogliamo.
O forse non riusciremo mai a volere fino in fondo ciò che otterremo, a fonderci in esso fino a scomparire, perché il dolore, il desiderio, il vuoto sono più forti di quell’inutile sorriso che si spaccia per felicità .
Molto più forti, tanto forti da bruciare sulla pelle come una ferita.
E ogni ferita lascia la sua cicatrice, bianca e tortuosa come una strada che ci fa smarrire per poi riportarci, se ci lasciamo ingannare dalla sua stanca dolcezza, là dove la pelle brucia ancora. Perché il dolore lontano è come un tuono ascoltato attraverso l’acqua, l’acqua del tempo in cui abbiamo nuotato: ci attira a sé illudendoci, cantando lento come un timpano suonato in sogno… e invece è là , ha lo stesso fuoco che aveva allora, solo che l’avevamo dimenticato.
Viaggiando indietro su sentieri d’inchiostro ho ritrovato un nome e quel nome ha resuscitato un volto; e il volto ha chiamato a sé voci, profumi, venti che non soffiavano più se non tra quelle pagine. E ho visto che le cicatrici, quando sono profonde, non scompaiono mai del tutto: il sole d’estate può accanirsi sul loro dorso, tentare di sopraffarle, ma un giorno verrà l’autunno a cantare perché esse possano risorgere. Perché alcune ferite tagliano la carne fino a recidere i nervi: fanno male, male davvero, molto più di quanto possiamo sopportarne… e poi lasciano il vuoto. Là , dove quella strada bianca si arrampica sulla nostra pelle e nei nostri ricordi, rimarrà soltanto il vuoto e il ricordo di giorni consumati dalla sofferenza. Come una pagina di diario, riempita con caratteri fitti fino a coprire ogni spazio, che un soffio di vento volta perché nessuno possa più vederla.
E così, un giorno, all’improvviso, ci troviamo a visitare luoghi che non esistono più, a sentire suoni che ci fanno rabbrividire. Riguardiamo quegli anni, misuriamo lo spazio che ci separa dal ricordo e lo troviamo troppo breve per essere tanto lungo, troppo pieno di gesti e nomi per essere in fondo così vuoto. E ci accorgiamo che quello che abbiamo desiderato davvero, quella cosa che avrebbe stregato i giorni ingannando la corsa degli anni, è ancora là perché noi non l’abbiamo avuta: ci sono isole che non possiamo raggiungere ma solo guardare là , sulla carta, imitate tristemente dall’inchiostro. Possiamo illuderci che la prossima estate sia più lunga, che il suo sole sia più forte… ma forse, in fondo, non otterremo mai ciò che vogliamo.
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