Autore: Shar morwen
Data: 10-07-04 11:13
La bambina stava seduta sul bordo del lago.
Gettava sassi nell'acqua e osservava la superficie limpida e lucida incresparsi a cerchi concentrici, con calma, senza fretta.
I suoi riccioli bruni le incorniciavano il viso, folti e scarmigliati. Indossava un leggero vestito di cotone azzurro chiaro, semplice e consumato lungo il bordo.
Le si avvicinò un uomo.
Era grande, e la bambina dovette piegare il collo quasi fino a sentirlo indolenzito per guardargli il volto.
L'uomo non le si sedette vicino, ma iniziò a parlare.
La bambina ascoltò con attenzione.
Inizialmente le parole le sembrarono troppo grandi (come quell'uomo) per essere comprese da lei, così piccola. Poi iniziò a capire e ascoltò con ancora più attenzione.
Le si avvicinò un altro uomo, anche lui grande. Ma questa volta si sedette vicino a lei e le circondò le spalle con un braccio.
Anche lui iniziò a parlare.
I due uomini sembravano non accorgersi della presenza reciproca, e la bambina faceva fatica a seguire i discorsi di entrambi.
Sapeva solo che uno stava troppo in alto perchè lei gli si potesse avvicinare, mentre l'altro le stava troppo vicino perchè lei potesse muoversi liberamente.
Passò una donna in bicicletta, con un ampio vestito giallo che sembrava catturare il sole, e un cappello di paglia circondato da fiori.
Si fermò a guardare la bambina in mezzo ai due uomini intenti a parlare, poi scese dalla bicicletta ed estrasse una focaccina al latte dal sacchetto che recava nel cesto.
Si avvicinò alla bambina e gliela porse sorridendo.
La bambina sorrise a sua volta e ringraziò.
Poi la donna riprese il suo cammino.
-Quella gentile signora mi ha dato questa focaccia.- Disse la bambina ai due uomini. Loro tacquero per un istante, poi ripresero a parlare come se nulla fosse successo.
Come se non avessero sentito quello che lei aveva detto.
Il sole stava tramontando sul lago.
Era tardi, la mamma la stava aspettando...
La bambina si alzò e salutò i due uomini, quindi si diresse verso casa.
I due uomini rimasero improvvisamente in silenzio.
Poi il primo chiese, con tono offeso:
-Ma come...ti sto parlando e te ne vai?-
-Il sole è tramontato,- Replicò la bambina, -devo tornare a casa, la mamma sarà preoccupata.-
Ma l'uomo già non l'ascoltava più, chiuso nel suo rancore.
Il secondo disse:
-Non te ne andare, bambina, sei così dolce...mi mancheresti...-
-Il sole è tramontato,- Ripetè lei, -devo tornare a casa, la mamma sarà preoccuata.-
Ma l'uomo già non l'ascoltava più, chiuso nel suo risentimento.
La bambina li salutò nuovamente, ma loro non risposero.
Li guardò ancora un istante, immobili a fissare il lago, ognuno offeso per qualcosa...
Eppure non c'era nulla per cui offendersi, nulla per cui prendersela...era semplicemente ora di tornare a casa.
Il giorno seguente la bambina era ancora nello stesso posto, a gettare sassi nel lago.
Passò il primo uomo, e non si girò neppure a guardarla.
Passò il secondo uomo. Si fermò un istante, sospirò, poi riprese il suo cammino.
Passò la donna, e la portò con lei sulla sua bicicletta, mangiando focaccine al latte.
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