Autore: FdL Jack
Data: 21-06-04 02:47
Premessa:
Oggi mi è accaduta una cosa... non saprei dirvi cosa di preciso.
So solo che ho sconfitto una parte di me che non mi piaceva molto.
Non è accaduto nulla in particolare... solo... ad un tratto mi sono accorto di essere cambiato, mi sono accorto che quel lato di me, quella personalità non mi apparteneva più... ed è accaduto in un attimo.
Senza complicazioni... senza ripensamenti...
e allora... c'ho pensato un pò su... e mi sono commosso.
perchè cercavo di liberarmene da tempo e adesso è andata via.
Il mio Elfo di certo saprà più cose di me... saprà chi è stato a portarmela via.
Così ho deciso di scrivere questo racconto e lo dedico a tutti coloro che hanno amato tanto i propri nonni.
Vi voglio bene.
Altrove...
Il cielo estivo era una delle cose che guardava più volentieri... spesso per guardare quell'azzurro infinito mentre camminava aveva subito dei rimproveri dalla mamma ma il gioco valeva la candela... come avrebbe detto suo nonno.
Ogni mattina il nonno lo portava ai giardini, lo accompagnava fino al recinto dove tutti gli altri bambini giocavano spensierati, dove potevano correre allegramente festeggiando quelle magiche vacanze estive.
Quell'anno era volato via in un attimo e il piccolo Freddy, come soleva chiamarlo sua madre, che in tempi andati era stata una fun dei Queen e che in sua memoria litigò con i genitori affinchè il primo nome di suo figlio fosse Alfredo, il piccolo Freddy dicevo... aveva appena compiuto sei anni ed ora ne mancavano solo tre alla tanto attesa bicicletta; almeno questa era stata la promessa del Papà .
Ogni mattina Freddy era felice di andare ai giardini con il nonno ma da un paio di giorni a questa parte non riusciva più a divertirsi spensierato, c'era qualcosa che lo inquietava.
Si era fermato di scatto e quasi un bambino non lo travolgeva nella sua corsa all'impazzata verso l'infinito.
Si era fermato di scatto e non sorrideva più... voltò il capo verso la panchina dove il nonno sedeva in attesa del suo ritorno.
Era un buon nonno... bastava chiedergli qualcosa una sola volta per ottenerla senza che questi accennasse una risposta, era perennemente taciturno... come se non avesse altro da dire nella sua vita...
come se tutto ciò che doveva essere era già stato...
come se avesse vissuto più tutti gli altri... mentre lui, il piccolo Freddy, era l'unico della famiglia in grado di farlo sorridere; lui... era il migliore amico del nonno.
Dapprima ebbe come la sensazione di vederlo sorridere...
come se ci fosse qualcuno al suo fianco... qualcuno in grado di rubargli un sorriso, qualcuno con cui poter parlare ma non c'era nessuno.
"Nonno..." lo chiamò mentre lentamente lo raggiungeva.
Accennò un sorriso ma rimase in silenzio.
"Nonno... ma tu... non hai amici?"
Dapprima non rispose ma poi decise di interrompere quel silenzio metafisico per il piccolo Freddy... Avrebbe fatto qualsiasi cosa per il piccolo Freddy.
"Ne ho tanti... tantissimi... quante le stelle del cielo."
"Nonno... perchè allora io non li conosco? Perchè non sono qui con te?"
"Loro sono qui con me... sempre... ma al contempo sono Altrove... e mi stanno apettando."
Non sapeva che luogo fosse Altrove ma aveva idea che fosse lo stesso luogo dove era andata la nonna... e la nonna... non era più tornata.
"Io non voglio che tu vada ad Altrove nonno..." e la voce gli tremò... mentre sentì inumidirsi dolcemente le palpebre.
Non voleva piangere... ma sentì che non poteva farne a meno.
Il nonno lo avvolse tra le braccia.
E in quell'abbraccio avvertì il calore di una delle persone più care al mondo... ma anche... la stretta di chi, stanco della vita, aveva tanto bisogno di lasciarsi andare.
"E proprio per questo che sono ancora qui Freddy... andrò via solo quando tu sarai pronto."
Quella notte Freddy non riusciva a dormire... gli tornavano in mente le parole di suo nonno... non voleva che andasse via... ma non voleva neanche che restasse solo per lui... che soffrisse solo per lui... che rinunciasse alla sua felicità ... solo per restare con lui.
Si alzò dal letto... e in punta di piedi... per non svegliare mamma e papà si recò nella stanza del nonno... entrò...
"Cosa fai ancora in piedi piccolo?" Chiese con un fil di voce il nonno.
"Nonno..." rispose Freddy con tono pacato ma serioso.
"Sono pronto..."
Lo guardò... dapprima sorridendo, come faceva di solito, ma ben presto capì che quegli occhi brillavano di una luce nuova... più forte... più intensa.
"Ne sei certo?"
"Si nonno... voglio che tu sia felice come me, quando gioco con i miei amici."
Si abbracciarono ancora... e piansero tutti e due.
Solo dopo che Freddy si addormentò lo prese tra le braccia e lo riportò nel suo letto.
Tornò in camera e indossò l'abito più elegante che aveva...
Si pettinò a dovere...
Due goccie del profumo che gli aveva regalato sua moglie...
Poi si sdraiò... raccolse le mani al petto... e morì.
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