Autore: Gatto nel ventO
Data: 15-06-04 15:53
La stanza era grandissima, bianca come una perla e silenziosa come nulla è mai stato così silenzioso.
L'unica porta presente non giaceva su una parete, che pareti non ce ne stavano, ma pareva appoggiata in un punto qualsiasi, quasi sollevata nell'aria, a circa un metro da terra...
L'unico mobile presente era una grande scrivania di quercia, disposta in maniera disordinata rispetto ad un ambiente che sembrava, nel suo infinito candore, l'immagine stessa dell'ordine assoluto. Solo un grande foglio ingiallito e una penna d'oca ne decoravano la grande superficie rettangolare.
Dietro ad essa, la morte con pigra attenzione prendeva appunti sul lavoro da svolgere in giornata. Inutile dire che il tempo non sussisteva se non a livello ideale in quell'ambiente fuori dal mondo, e che la morte se la prendeva comoda, non disdegnando di tanto in tanto un pisolino, sicura che nessuno se ne sarebbe accorto.
All'osservatore umano sarebbe parsa nera come il nero più nero del nero, avvolta in un mantello che poteva essere un mantello quanto una nuvola di nulla.
In prossimità del viso, oltre il manto si intravedevano le ossa dure e terribili del teschio.
Le orbite vuote e persino più nere del mantello, illuminate solo da flebilissimi occhi di luce rossa che si incendiavano nelle loro profondità .
Occhi di luce e fuoco puro e indistruttibile, in grado di dissolvere qualsiasi bugia come fosse burro.
*knock knock* - suonò la porta
*knock knock knock* - risuonò
*kn..* - provò a risuonare, interrotta dalla voce gelida, tuonante e seccata della morte.
"Entra, rompiscatole"
un minuto individuo dalla pelle bianca, gli occhi sbiaditi e privi di pupille, vestito di soli pantaloni bianchi di lino, entrò in silenzio.
La morte pose il suo sguardo terribile sulla creatura. Uno sguardo in grado di cancellare dal mondo un uomo senza dargli il tempo di provare
Questi, senza mostrare alcuna emozione, anzi in apparenza rilassato e sorridente, si esibì in un lungo inchino.
"Sono venuto a sostituirti. Il tuo tempo è scaduto, la tua domanda è stata accolta dal grande nulla."
La morte serrò i denti nudi e si alzò di scatto. Con un colpo secco della sua mano ossuta spaccò a metà la scrivania e il foglio.
Estrasse dalla veste stracciata la sua immensa falce, ben più alta di lei, e la lanciò alla strana creatura, che la prese al volo con due sole dita.
La morte si lanciò frenetica nella porta...
l'uscita (che in ogni istante conduceva a un luogo diverso) la condusse in uno sconfinato deserto.
Era notte fonda, e le stelle brillavano.
La morte danzò sulla sabbia, e il cielo si aprì.
La morte danzò sulla sabbia, e le stelle tremarono
La morte danzò entusiasta, e qualche stella cadde
La morte danzò entusiasta, e la luna si nascose
La morte lanciò un urlo, e le nubi piansero acqua
La morte gridò ancora, e solo il tuono le rispose.
La morte pianse di gioia
perchè ormai era finita..
il compito gravoso
di togliere la vita
va alla creatura bianca...
la morte è stanca.
di procedure lente,
lavoro assai improvviso,
ora anche alla morte
è aperto
il paradiso.
un gatto nel vento di levante
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