Autore: walter
Data: 21-05-02 08:20
Beh, di certo MELA non avevo pensato che tu volessi attirare l’attenzione, ma comunque sia non è che la cosa mi importi più di tanto…. quello che scrivo lo scrivo nella POSSIBILITA’ che le cose non stiano così. D’altra parte come potrei giurare una cosa o l’altra? Mi muovo a sensazioni, non ti conosco come non ti conosce chi ha scritto di te con tanta sicurezza, come se su questi temi fossimo tutti in possesso di parole definitive. A loro, quindi, dico invece di rispettare questa possibilità .
Innanzitutto, Mela, vorrei dirti che non trovo per niente sorprendente ciò che dici, né credo sia una provocazione. E inoltre non sei l’unica ad essere “minoranzaâ€, e lo sottolineo. Io per esempio mi ci considero talmente tanto da non avere neanche voglia di ripeterlo, è talmente scontato che mi annoia, e non è una battuta… (se sorridi va bene comunque..)
Però dovresti forse notare questo: essendolo è molto più difficile tentare di capire il prossimo – che comunque per quanto a volte detestabile ha SEMPRE qualcosa di positivo che tu non hai – piuttosto che metterli tutti insieme e… arrivederci e grazie. Un essere umano è qualcosa di molto complesso, e tu invece riduci il prossimo alla percezione che ora ne hai, ed è limitata perché tu –come me- sei limitata, perché “ora†è di per sé un limite, perché non lasci aperta la porta a niente che possa sorprenderti negli altri. (…è chiaro , parlando di te mi baso su impressioni, ma nel caso fossero corrette…)
Voglio dire: ora hai fatto della tua fragilità una bandiera, ora sei sull’isola deserta e ci stai “tanto beneâ€. Ma ora che tutte queste cose ormai LE SAI, le sai, quanti anni sono che giri attorno alle stesse idee? perché non ipotizzi anche di non dover per forza di cose restare identica a tè stessa tutta la vita? Sei una persona, non una statua. Io tutti questi motti del cxxxo tipo “non cambiare mai†“resta sempre come sei†non li capisco proprio. Ma siamo forse nati perfetti per non dover cambiare ? Io preferisco cambiare e magari deludere piuttosto che dover rispondere per forza alle altrui aspettative o –peggio ancora- alle mie. Perché se continui a raccontartela in eterno che tu sei “così†e “cosà †ti costruisci da sola un’idea di te che magari non è proprio del tutto esatta, ed hai limitato le tue possibilità . Lo facciamo tutti, è normale, solo che mi sembra che tu ti ci sia proprio tuffata dentro. Dai agli altri una possibilità , ma senza aspettarti niente di preciso, se nò siamo da capo…
Penso che neanche a te i conti tornino tanto.
Ora che ho fatto la parte del prete, voglio esporre le mie credenziali perché tu non pensi che sto giocando a fare il buono bravo e bello. Innanzitutto, la clinica psichiatrica non è per niente male. Anch’io anni fa ci ho pensato diverse volte, avevo anche scritto una brutta poesia nella quale per il mio futuro immaginavo di essere in coma, e paragonavo il tendone bianco attorno al mio letto alla sclera immobile dell’occhio. Ma soprattutto vedevo il mio futuro nella vita dei senzatetto, volevo anche fermarmici a parlare per capire se davvero era ciò che mi aspettava. Tra l’altro ho in me una componente autodistruttiva che non so se se ne andrà mai, però con gli anni sono – finora - riuscito a tenerla sotto controllo e ti dirò che sto meglio ora.
Quel po’ di equilibrio ritrovato (e non banalizzarlo, perché mi è costato anni di vita che preferisco non sottolineare troppo perché fanno ancora male) non ha neanche intaccato la mia creatività che anzi riesco ora a maneggiare meglio. Queste caratteristiche mi hanno sempre portato a pensare alla mia vita come a qualcosa di estremo, e lo penso ancora, anche più di prima ma solo in forme diverse. Qui è il punto, il desiderio di rottura con la cosiddetta “società †è ora in me più forte che mai, solo che prima avevo già deciso che ero il “solitario-artista-che-gli-altri-non-capiscono-sensibile-anticonformista-blablabla†e ora il tempo mi permette di non continuare a ripetermi cosa sono perché pian piano forse l’ho imparato. E avendolo imparato, posso sporgere lo sguardo anche sugli altri senza perdere mè stesso. Questo ti dico: non fissarti troppo sull’idea che hai di te, ci metterai solo più tempo ad allargare la tua visuale, non dare per scontato cosa sarà perché gli anni che ti aspettano ti faranno capire un bel po’ di cose, magari opposte a quelle che ti dico io, ma sempre qualcosa arriverà …lascia aperta la porta, ogni tanto
Comunque, tre anni fa sono uscito per la prima volta con la ragazza che poi sarebbe stata con me. Camminavamo, e - guarda un po' - come primo luogo da visitare l’ho portata al cimitero. Lungo la strada le parlavo di “come sarebbe bello avere una casa in una torre strettissima e altaâ€. Lei tempo dopo mi ha detto “non so come ho fatto a non scappareâ€. Come vedi, anche tra cliniche e cimiteri non sei proprio sola. E non accetto che mi si consideri “maggioranzaâ€, né che si mettano le mie idee insieme a quelle di artemisia – e non perché io pensi male di lei - solo perché non siamo “noi†da una parte e “tu†dall’altra, piuttosto ognuno dalla propria parte, e tutti esseri umani.
Un bacio grandissimo.
walter
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