Autore: Ederwil
Data: 21-05-03 19:18
i cavalcavento si trovarono di fronte i 4 dell'apocalisse. Comparvero dal nulla nel piano elementare del vento, ma i 4 avevano dimenticato che quel piano era totalmente comandato dai Sette Cavalcavento. così ederwil fermò il suo destriero leggendario, e come lui i suoi sei compagni. insieme cominciarono a guardare sorridenti i cavalieri dell'apocalisse mentre cavalcavano nel vuoto verso di loro con le spade dannate sguainate. Peste attaccò per primo, ma la sua lama incontrò una barriera magica fatta d'aria e di spirito. la lama vibrava e sibilava, ma Peste continuava a colpire la barriera nella vana speranza che si distruggesse. Dietro di lui, Fame e Guerra. Anche loro cominciarono a colpire la barriera, che iniziava a cedere. Morte, solitario, era appena arrivato al passo. Lento il suo cavallo si fece spazio tra gli altri tre cavalieri apocalittici, che smisero all'istante di colpire la barriera. Ederwil sentì il sangue raggelarsi nelle vene guardando in viso il nero cavaliere, mentre Hator, ultimo nella fila dei Cavalcavento, faceva rotta verso la terra, uscendo dal piano elementare dell'aria. Ederwil sentiva le forze venirgli meno, ma proprio quandoo sembrava cedere al fascino della Morte, si riprese grazie ad un pensiero che, come un raggio di luce fa diradare le ombre della notte, aveva liberato la sua mente da quella sua trance momentanea che lo avrebbe portato alla sconfitta: L'amore. Morte si rese conto che il suo potere non aveva più effetto sul cavaliere, quindi tocco la barriera che si dissolse, permettendo a Guerra e Peste di continuare la loro carica.
"Restate fermi!" gridò Ederwil ai suoi
"fermi fin quando non ve lo dirò!!"
Guerra e Peste erano vicinissimi, Morte e Fame erano rimasti indietro, fermi ed immobili nella loro posizione, quando Fame si liberò del lembo di stoffa che gli ricopriva le fauci e mostrò la sua vera potenza spalancando la bocca e cominciando a riusucchiare energia dai sette cavalcavento ingordamente. Fraya, il Cavalcavento secondo della fila, fu il primo a rendersi conto della situazione, e con Peste a meno di un metro da lui, si lanciò verso fame disubidendo agli ordini di Ederwil. Peste face partire il suo colpo, Fraya salì di quota facendo sì che la spada indemoniata colpisse il suo Cavallo incorporeo, che naturalmente non accusò il colpo (essendo fatto d'aria e di ghiaccio). Contemporaneamente si abbassò tranciando di netto la testa di Peste con la sua spada dalla lama ricurva. Questo gli permise di dirigersi liberamente verso Fame e morte. Sapeva che la testa di Peste sarebbe ricresciuta pochi istanti dopo, ma lui doveva solo avere il tempo di passare. Guerra, intanto, era arrivasto a meno d'un metro dai cavalieri, quando Ederwil vide la scena che aveva per protagonista Fraya e peste. Si rese conto di ciò che aveva in mente il suo compagno, quindi lo lasciò fare, confidando nella sua grandezza. A questo punto gridò
"adessoo!!!"
ed i cavalcavento scesero di colpo di quota, cosicchè Guerra colpisse a vuoto. Ederwil si diresse, quindi, verso Morte e Fame, cavalcando di fianco a Fraya, ma ad altitudine differente. Peste (che aveva di nuovo la testa) e Guerra si trovarono a combattere a distanza con 4 dei sette Cavalcavento, i quali si tenevano a distanza, colpendo i cavalieri apocalittici con le frecce sacre di Yolh, il Dio dell'aria. Per quanto le frecce potessero rallentare e provocare danni ai 2 cavalieri oscuri, non erano sufficienti per eliminarli del tutto, e questo i Cavalcavento lo sapevano. Intanto Ederwil puntava fisso lo sguardo su Morte, che ricambiava, mentre Fraya, ormai a pochi metri da Fame, si fermava ed incitava Fame a risucchiare la sua di energia.
Fame non se lo fece ripetere due volte, e puntò la sua bocca in direzione di Freya che intanto cercava con tutto se stesso di mantenere te sue energie e di dare fondo a tutte quelle che possedeva. Raggiunta una quantità limite, Fraya liberò tutta la sua energia che si diresse violentemente tra le fauci di Fame. Il cavaliere dell'apocalisse ingoiò energia a fiotti, ma la violenza di quel flusso energetico lo fece esplodere. Fame diventò cenere, e fu sospinto dal vento fino ai confini dell'immenso, nel punto di non ritorno. Fraya giaceva senza energie sul dorso del suo destriero.
Intanto Guerra era riuscito ad avvicinarsi al giovane Cavalcavento di nome Gush, e si preparava all'attacco, ma questi, invece di cercare di difendersi o di colpirlo, sorrise e porse l'elsa della spada al cavaliere nero. Per la prima volta Guerra conobbe la Pace, o il desiderio di essa. L'impatto fu troppo forte, e Guerra lascio cadere la sua spada enorme. Intanto anche lui, come fame, si sgretolava al vento, e le sue ceneri sarebbero state portate nello stesso luogo di dove erano riposte quelle di Fame.
Peste era succube delle frecce di 2 Cavalcavento: Onya e Arwilen, ma, anche se rallentato molto, riuscì ad arrivare in carica su uno dei due: Onya. La spada pestilenziale colpì il torace di Onya, che subito cominciò a presentare i sintomi del flagello nero della peste sotto lo sguardo attonito di Arwilen. La risata di Peste echeggiava per tutto il piano del vento, mentre guardava la sofferenza del cavaliere da lui colpito, ma questo non si mosse, nè gridò di dolore, nè ebbe paura di morire. E proprio di questo si nutriva Peste per la propria sopravvivenza: della paura. Vedendo che negli occhi del grande Onya non v'era ombra di terrore, Peste si sentì sconfitto. Lasciò cadere la sua arma, rinunciò alla sua immortalità e permise ad Arwilen di tagliargli il capo. Il corpo esamine di Peste caddè sulla terra, e dalla sua malvagità ormai battuta nacque un fiume sereno, portatore di vita per i campi.
Ederwil e Morte ancora si guardavano in faccia quando tornò Hator, cavalcando come un forsennato con in mano un bocciolo di rosa che porse ad Ederwil. Il Cavalcavento dalle ali purpuree lo lanciò a Morte che lo prese. Vide il bocciolo, e quel piccolo fiore non ancora nato significava vita, ed amore per essa. Come per Guerra, l'impatto tra Morte e Amore per la Vita fece sì che i poteri di morte si annullassero. Questi, allora, riconobbe la sconfitta. Riconobbe la grandezza dell'amore e, sorridendo quasi, fece come per inchinarsi, senza però scendere da cavallo. Ederwil e Hator fecero lo stesso, riconoscendo la grandezza del nemico che avevano sconfitto. Morte allargò le braccia, ed Ederwil lo colpì velocemente per non farlo soffrire. Il corpo di Morte fu mandato ai confini dell'universo, e divenne una stella.
Ederwil ed i Cavalcavento si incamminarono nuovamente, questa volta introvabili per qualsiasi forza del male, protetti da Yolh. Aveva 2 feriti con se, ma aveva vinto la battaglia più difficile della sua vita.
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