Autore: Elvendil
Data: 29-06-03 02:57
Ore...uhm...fatemi controllare...2:38
Bella sta canzone, "Don Chisciotte" di Francesco Guccini.
Un poeta senz'altro, uno dei pochi rimasti.
Questa canzone...perchè non riesco a farne più a meno?
Forse perchè è il grido in rima, di chi ogni giorno lotta per le sue idee...il canto di un ribelle che persegue i suoi obbietivi qualsiasi cosa accada...
Bella...proprio bella. MI sento un po' tirato dentro in questa canzone...
Ma forse, noi sognatori non siamo un po' tutti così? NOn siamo tutti dei Don Chisciotte, che vanno a schiantarsi imperterriti contro i loro mulini a vento?
Noi sognatori...così disimpegnati...sempre con la testa tra le nuvole, sempre chiusi nei nostri pensieri...nei nostri mondi così diversi tra di loro, e così uguali...noi così fragili e sensibili...così attenti a tutte quelle cose che ci accadono intorno...attenti ad ogni singolo particolare...riusciamo ad emozionarci per così poco...è questo mondo che non ci può capire...corre troppo...
Popolo di bryonia non ti senti come me? NOn la senti questa malinconia che ti percorre tutta la schiena, scende nello stomaco e ti attanaglia...a cosa sto pensando? Cos'è questa meravigliosa nostalgia, questo mio eterno cercare qualcosa che non c'è...o che magari non riesco a raggiungere?
Aaaaaah....popolo di Bryonia...miei fratelli...si, è proprio così...continuerò a cozzare contro i miei mulini a vento...e cosa importa se non si realizzeranno mai, o se la gente penserà male...sono un sognatore...ho altro a cui pensare...
Sapete cosa mi ripeto, ogni volta che penso che tutto va a scatafascio, che non ha senso questo andare contro corrente, questo essere diverso? MI ripeto una frase del mio grande maestro, Francesco Guccini...e con questa frase vi saluto, colleghi sognatori, e vi auguro una buona notte...a presto.
Elvendil
"Nell'anno '99 di nostra vita
io, Francesco Guccini, eterno studente
perché la materia di studio sarebbe infinita
e soprattutto perché so di non sapere niente,
io, chierico vagante, bandito di strada,
io, non artista, solo piccolo baccelliere,
perché, per colpa d'altri, vada come vada,
a volte mi vergogno di fare il mio mestiere "
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