Autore: smeagol
Data: 01-02-02 15:23
Caro Forum,
quasta notte pare gravato a me il compito di scalfirti e pasticciarti con il mio nero inchiosto. Vista l'ora nn ti assicuro niente di epico, il mio nn è che un semplice canto a un vuoto contenitore, una inanimata pagina il cui bianco essere viene sporcato dagli scuri gliuommeri di un inutile e triste malinconico che ride di se stesso. E cosa sa questo grigio saltimbanco della vita? Niente. Non sa che scrivere lui, e tutto il suo sapere si riduce a una magra arte di cui nn conosce neanche l'essenza, di cui nn è che un povero imitatore. Eppure in ogni riga, in ogni parola che inutilmente spreca per queste bianche pagine lui vede ardere un fuoco, una rossa fiamma che fredda scoppietta tra la brace. Quanto è ingenuo questo giullare, ride, piange, si illude di essere oggi impavido scopritore di un fuoco di cui la terra arde già da tempo. Ma che ne sa lui della vita? Non posso farmi garante, assicurarti che le tue intatte pagine nn andranno sprecate; nn posso rinnegare me stesso, il mio nuovo essere perchè incomprensibile oggetto di una antica catena di montaggio. Sai caro Forum, negli ultimi tempi pensavo di essere cambiato, pensavo finalmente di essermi avvicinato a quell'idilliaco simulacro tanto ricercaro e invece nn sono diventato altro che me stesso. Inesorabile il nostro passo segue il nero moto delle lancette e
sposando il circolare andamento della storia dopo tanto camminare si trova stanco e desolato di fronte a quella strada che al sorgere delle ore aveva così coraggiosamente deciso di intraprendere. Eppure ci accorgiamo che più giriamo e più quel leggero sfuggire del tempo che fin dal nostro antico vagare continua, perpetuo, si fa sempre più vivo e che ogni anno, ogni giro di lancette, quel nostro rincorrerlo, si fa sempre più affannoso. Così, un giorno, persa ormai la speranza, sentiremo quel lontano rintocco prenderci alle spalle e la ricerca diventerà fuga fino a che, inesorabile, il tempo ci sopraffarrà e ci deruberà di tutto ciò che ci aveva illuso di possedere. "il mio orologio è rotto ma è giusto almeno due volte al giorno" dice Kaos. Allora è vero forse fermarsi, rimanere statici di fronte al monotono scorrere del tempo diventa la soluzione più facile. Perchè affannarsi in questo nostro inutile vivere se possiamo uccidere noi stessi a ogni irrompere del giorno e vivere in eterno?
Rossa in ognuno di noi brilla un'antica fiamma; è il nostro consumabile vivere che risalta, solo, entro una mesta apparenza.
zioBo
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