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 Una crepa nel suo guscio egoistico
Autore: Sibyl 
Data:   03-11-04 19:38

Un cacciatore di frequente discuteva con persone che non approvavano la pratica della caccia, si facevano accese discussioni seduti davanti ad un bar,ma il cacciatore rimaneva sempre convinto della sua idea a favore della caccia.
Una mattina il cacciatore prese il fucile e si incamminò verso il vicino bosco, camminò per un pò ed ecco che vide su di un ramo la sua preda, una ghiandaia stava beccando una grossa ghianda, il cacciatore pian piano si apposta più vicino e senza far rumore punta il suo fucile, prende la mira e si accinge nel premere il grilletto dell'arma. Nel lato destro del cacciatore su di un'altro albero un merlo vide tutta la scena e senza pensarci molto con un canto stridente si alza in volo e in picchiata si getta sulla ghiandaia, la ghiandaia spaventata da quell'evento si libera in volo e si allontana senza rendersi conto che era sfuggita alla morte. Il cacciatore si arrabbia perchè la sua preda gli era sfuggita ed ecco che senza pensarci troppo punta l'arma sul merlo e spara uccidendolo, la sua rabbia ottenne quella morte, la morte del povero merlo.
La sera il cacciatore incominciò a riflettere per l'episodio che era avvenuto nella mattinata e dopo un pò di tempo non riusciva più a togliersi dalla testa il povero merlo,si chiedeva come era possibile che un piccolo uccello si era sacrificato per salvare un suo simile, ma subito dopo diceva che forse era stato un caso e che non centrava nulla con la solidarietà tra gli uccelli.
Durante la notte il cacciatore si sveglia di soprassalto e tutto sudato esclamò: Ho ucciso una creatura che ha avuto un cuore e che si è sacrificata per salvare un'altra creatura;egli si sentiva deluso di se stesso e davanti a quell'atto di generosità del povero merlo si sentii una nullità.

La coscienza del cacciatore finalmente si faceva sentire e capii che quel piccolo uccellino aveva creato una crepa nel suo guscio egoistico e da quella crepa un raggio di buon senso e di compassione incominciava a farsi varco in lui.
Passarono ancora dei giorni e la luce della coscienza lo inondava sempre più e attraverso alcuni dolori che adesso sentiva in sè per il suo passato di cacciatore, finalmente decise che era immorale e crudele uccidere le creature dei boschi e appese così il suo fucile ad un chiodo.
Sono passati ormai 30 anni il vecchio fucile appeso al chiodo è diventato vecchio e pieno di polvere e ruggine, ma l'uomo che era una volta un cacciatore, nonostante gli anni erano passati ed il suo aspetto esteriore dava i segni del tempo che passa, sentiva ora in sè serenità perchè aveva ringiovanito la sua anima e la sua coscienza.
In quei 30 anni l'uomo avendo preso la decisione di cambiare vita,fece del bene alle creature di Dio, aiutandole come poteva.

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Invia modifica (03-11-04 20:19)


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