Autore: * Onirico *
Data: 23-10-04 01:49
-. Il racconto di Re Artù .-
(Artorius e la spada calibica)
Artorius et elsis caliburnus…infandum, regina, iubes renovare dolorem .
(Re Artù ed Excalibur…tu mi costringi, o regina, a rinnovare un indicibile dolore.)
Io remoto e solo,
sbaragliato pel ferreo gravar d’ armi irrite,
fui dunque, con l’animo,
reso ossesso e consueto al fiele.
Nel vespro, tra nona e compieta,
l’aria del mio capitolare
si fece più lancinante de miei sfregi
astersi nel guazzo.
Speranza mai vana fu per contro
e ’l dono calibico n’è segno.
Un acciaro forse non degno pel mia schiatta,
ma probo ed atto e bramoso d’ equità .
In dies irae, furor arma ministrat!
Nel vespro dell’ ira, il furore arma l’oppresso
e di quest’ andare feci, tal che or genti strepitan:
- Rex, ecce Rex! Artorius!
Perpetua è solo l’aria nel vespro costante
e né io né ‘l favoloso brando indugeremo.
All’ una la gloria dell’altro, che sia leggenda d’anima o acciaio.
Artorius, Rex quondam Rexque futurus.
(Artù, Re del passato e del futuro.)
O.o 
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