Autore: Nettuno
Data: 29-04-04 21:34
Il gabbiano Jonathan Livingston
di Richard Bach
Era di primo mattino
e il sole appena sorto luccicava tremolando sulle scaglie del mare appena
increspato.
A un miglio dalla costa un peschereccio arrancava verso il largo. E fu data la voce allo stormo. E in men ke nn si dica tutto lo Stormo Buonappetito si adunò, si diedero a giosare ed accanirsi per beccare qualcosa da mangiare. Cominciava così una nuova dura giornata.
Ma lontano di la solo soletto, lontano dalla costa e dalla barca , un gabbiano si stava allenando per suo conto : era il gabbiano Jonathan livingston. si trovava a una trentina di metri d' altezza : distese le zampette palmate , aderse il becco, si tese in uno sforzo doloroso per imprimere alle ali una torsione tale da consentirgli di volare lento. E in fatti rallentò tanto che il vento divenne un fruscìo lieve intorno a lui, tanto che il mare ristava immoto sotto le sue ali. Strinse gli occhi, si concentrò intensamente , trattenne il fiato, compì ancora unosforzo per accrescere solo... d' un paio.... di centimetri .... quella .... penosa torsione e..... D'un tratto gli si arruffano le penne , entra in stallo e precipita giù.
io mi sento un pò come questo gabbiano ancora inesperto e disorientato come nella prima parte del libro ke poi con il passare del tempo farà cose straordinarie
Nettuno il signore degli abissi

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